Impegnare una poderosa forza d’assalto per chiudere con la forza la Torteria di Rosy a Chivasso è una vergogna per le forze dell’ordine e l’ennesima conferma del fallimento di uno Stato che nega i diritti fondamentali, prioritari e inviolabili del lavoro, della dignità e della libertà dei cittadini

Cari amici, ieri giovedì 6 maggio un imponente schieramento di carabinieri, polizia di Stato e polizia locale a Chivasso, in Provincia di Torino, ha fatto un’irruzione nella Torteria di Rosanna Spatari, conosciuta come Rosy, per chiuderla, cambiando la serratura e apponendo i sigilli al piccolo locale a conduzione familiare. 

Dallo scorso novembre Rosy non ha mai chiuso il proprio locale nonostante ben 150 multe ricevute e che lei contesta sulla base dell’incostituzionalità dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri finora emessi, così come sentenziato dai tribunali del Lazio e dell’Emilia-Romagna. 

Ho visto più volte i video dell’imponente irruzione delle forze dell’ordine al piccolo locale di Rosy; ho ascoltato più volte le parole colme di rabbia ma comunque sensate espresse da Rosy che con la sua statura bassa fa apparire dei giganti gli uomini comunque corpulenti inviati per chiudere con la forza il suo piccolo locale; ho osservato la reazione della gente presente che si è divisa tra spettatori apparentemente neutrali, sostenitori di Rosy e critici di Rosy. 

Ebbene lo dico con sofferenza: è stata una vergogna per le forze dell’ordine prestarsi a un’operazione che sarebbe stata giustificabile e apprezzabile se si fosse trattato di dare l’assalto a una roccaforte della criminalità organizzata. Impegnare una poderosa forza d’assalto per chiudere con la forza un piccolo locale la cui titolare, conformemente alla Costituzione, rivendica il diritto di lavorare per poter sopravvivere, è una vergogna per le nostre forze dell’ordine e l’ennesima conferma del fallimento di uno Stato che nega i diritti fondamentali e prioritari del lavoro, della dignità e della libertà dei cittadini, strumentalizzando una pandemia che è stata e continua ad essere gestita in modo criminale, dall’aver vietato di curarsi adeguatamente a casa al sorgere dei primi sintomi del Covid-19 fino all’obbligo di fatto di un vaccino che ha già provocato migliaia di morti nell’Unione Europea e di cui non si conoscono le conseguenze nel lungo termine.

Manifesto la mia totale solidarietà a Rosy, una micro-imprenditrice italiana che per far valere il suo diritto costituzionale al lavoro, alla dignità e alla libertà impugna l’arma incontestabile della Costituzione e lo strumento irresistibile della voce forte e chiara per manifestare la sua legittima disobbedienza civile. Taluni suoi comportamenti non mi appartengono, come l’affronto di urinare di fronte alle forze dell’ordine dopo averle vietato di accedere al bagno del suo locale. 

Quanto alla reazione della gente che ha presenziato all’irruzione delle forze dell’ordine, e che in piccolo rappresentano l’orientamento dell’insieme degli italiani, rilevo che c’è una maggioranza che si limita a osservare da spettatori neutrali, che non si manifesta né con le parole né con le azioni. Poi c’è una minoranza che sostiene Rosy, cioè il diritto al lavoro, alla dignità e alla libertà. Infine c’è un’altra minoranza che contesta Rosy, indicando come unica priorità la pandemia e il rispetto assoluto delle decisioni governative anche se sono incostituzionali, anche se riducono alla fame la popolazione, anche se tolgono la dignità e la libertà ai cittadini. 

Cari amici, fermo restando il dovere dello Stato di curare gli ammalati e salvaguardare le persone a rischio, ritengo che sia stato un comportamento criminale aver devastato l’economia nazionale vietando agli italiani di lavorare, aver destabilizzato la società inculcando la paura del prossimo in quanto possibile untore, aver leso lo stato di diritto e la democrazia sostanziale violando la Costituzione, negando le elezioni, imponendo al vertice del potere il rappresentante della grande finanza globalizzata Mario Draghi, che è il curatore fallimentare di ciò che resta della nostra indipendenza e sovranità. Rosy è diventata un simbolo della disobbedienza civile per aver avuto il coraggio di dire e la determinazione a fare ciò che sancisce la nostra Costituzione. Noi che amiamo l’Italia andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 

Venerdì 7 maggio 2021

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