“Diciamo sì alla sacralità della vita di tutti, sì al valore fondamentale della libertà, sì alla centralità della persona, sì a un’identità forte e condivisa”

(Magdi Cristiano Allam)

Cari amiche ed amici,Non si tratta qui di quel luogo comune entrato in uso nella dialettica oratoria per indicare un percorso di recupero di posizioni nella graduatoria di qualche realtà in passato apparentemente posseduta. Molti ne hanno archiviata la memoria come “traversata del deserto” riferendosi per lo più ad ogni genere di percorso necessario alla sua realizzazione e indicando il deserto come l’insidia fondamentale e l’insieme di ostacoli che si frappongono alla realizzazione di una qualsivoglia impresa quasi sempre di carattere sportivo, politico o sentimentale. Raramente, comunque, si è parlato del deserto di valori fondamentali della convivenza civile, quali l’amore per l’Italia, della necessità del recupero di questi stessi e del percorso e delle soluzioni proposte alla loro salutare e ottimale riconquista.Indubbiamente per la “nostra” traversata (a cui siamo chiamati) ci aspetta il compito unico, suggestivo anche se oltremodo complesso di abbandonare i sensi di insoddisfazione, di inquietudine, di sofferenze , di limiti, di errori e di amarezza rispetto ad una realtà sempre più lontana dai bisogni dei cittadini , di costruire e diffondere soluzioni basate sul riscatto della sacralità della vita, atte ad illuminare la prospettiva futura della nostra gente e a far prevalere in tutti concretamente l’amore genuino per la nostra terra, di fronte alle  minacce attive e latenti di un relativismo culturale ed etico ormai diffusi , attraverso il recupero della dimensione civile, etica e sociale nell’evoluzione del nostro diletto paese.Compito questo sicuramente difficile ma assolutamente prioritario nella serie dei doveri che dovrebbero contraddistinguere e fondare una moderna e radicata  gestione delle aspirazioni delle nuove generazioni. Si tratta in dettaglio di aspirare a soluzioni e modelli di sviluppo  in grado di far trionfare insieme ai requisiti dell’innovazione i valori più nobili e sacrosanti della nostra tradizione con l’obiettivo conclamato di ricostruire quell’identità, quel cemento di una comune civiltà dell’uomo che la corsa sfrenata al consumo e il cieco relativismo culturale dei nostri tempi hanno contribuito talvolta a nascondere, a volatilizzare e ad annebbiare o anche soltanto a sfumare. Non siamo all’oscuro della somma di ostacoli che si frappongono alla realizzazione del nostro sogno, della globalizzazione dei mercati, del nichilismo imperante, dell’intolleranza, dell’autolesionismo degli interessi contrapposti e delle cattive volontà possibilmente in campo. Nella battaglia di idee che ci attende siamo sorretti e guidati dai grandi valori mediati nei secoli della nostra civiltà, dal comune sentire della nostra identità, dalla somma dei valori che vanno dal primato della vita, dalla centralità dell’individuo e dal rispetto sacro della persona e dei suoi diritti fondamentali.Vorremmo qui inoltre ricordare e far nostra per il momento la famosa locuzione latina “Sursum Corda” tramandataci dalla liturgia della fede  per ricordare il sommo patrimonio dei valori del cuore, soli capaci , insieme alla costruzione condivisa di nuovi modelli di sviluppo della società e delle sue istituzioni, di alimentare la sete di libertà e di giustizia presente nella passione e nell’impegno di ciascuno di noi oltre che di far rinascere la speranza in un futuro migliore.Insieme ce la faremo.

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