Stiamo vivendo tempi bui, ma nella nostra Nazione la più grande crisi di questi ultimi 30 anni è soprattuto quella di tipo spirituale.

Prevale il cinismo, la ricerca esasperata del profitto a scapito di tutto e di tutti e la vita umana vale sempre meno, così come la dignità dei cittadini italiani anche sul posto di lavoro, dove siamo spesso sfruttati e umiliati.

Nel «Sistema politico italiano» sono scomparse due qualità «umane» fondamentali che ci consentono di rimanere in contatto diretto con la nostra parte più elevata (Dio): la compassione e l’empatia. Prevale nei politici la parte più bassa della nostra natura, l’arroganza e l’avidità a scapito dei cittadini, considerati oggetti e non persone.

Per imprinting questa tendenza si sta diffondendo a molta parte della popolazione civile.

L’urgente recupero del valore e della dignità della vita umana è di fatto una priorità, anche in questo settore. Così come va difeso il valore sociale della famiglia tradizionale e del generare figli.

I giovani sono il presente e futuro della nostra nazione. Peccato siano sistematicamente vessati nella società e sfruttati come schiavi nel mondo del lavoro. Di conseguenza, disorientati, con un grande smarrimento, vuoto spirituale e valoriale.

La scuola e l’università hanno tradito la loro missione naturale: far crescere e sviluppare il Capitale Umano rappresentato dai nostri giovani, fornendo loro la giusta tensione morale ed etica allo sviluppo della loro persona, una visione positiva della vita con valori e modelli umanamente elevanti, vere fonti d’ispirazioni. Prevale, invece, grazie alla cultura di sinistra, che occupa militarmente il settore da 70 anni, soltanto l’indottrinamento ideologico, il vuoto morale e il nozionismo arido, meccanico e sterile.

Allo stesso tempo, la salute/ benessere (fisico, psichico, mentale e spirituale) individuale e sociale sono il pilastro fondamentale e la priorità, quindi, su cui ricostruire la Nazione e una società sana, economicamente prolifica.

La pandemia ha sicuramente peggiorato da questo punto di vista una situazione già grave di suo. Le persone, e soprattutto i giovani, sono stati segregati in casa e non si sono potuti incontrare e aggregare per lunghi periodi sviluppando forti e gravi disagi fisici, psichici e mentali.

La vita umana non può essere ridotta a semplice sopravvivenza.

L’Italia nelle statistiche è di fatto una delle Nazioni più longeve in termini di aspettativa di vita. Ma guardando attentamente i dati si scopre che la qualità di vita sta crollando da 15 anni a questa parte.

Infatti, l’aspettativa di vita, in termini di anni in buona salute (con benessere mentale e fisico), è crollata ed è ben al di sotto della media dei primi 5 paesi europei.

Questo è lo specchio della reale situazione in termini di qualità di vita dell’intera popolazione in ogni fascia d’età e settore dell’esistenza umana, lavorativo e privato.

In Italia si vive di più in termini di sopravvivenza complessiva, ma con una bassa qualità di vita che crolla ulteriormente soprattutto nell’ultima parte della nostra esistenza.

Grazie a questo decadimento morale e fisico, l’Italia da 4^ potenza mondiale negli anni ‘70, è diventata da 20 anni via via. di fatto, un paese arretrato con le seguenti determinanti:

• Elevata disoccupazione giovanile (>40%), grazie a politiche del lavoro dissennate

• Elevata precarietà e insicurezza del posto di lavoro,

• Sottofinanziamento e bassa qualità del SSN (6,5% del PIL)

• Elevato Inquinamento ambientale (atmosfera, terra e acque)

• Alimentazione di bassa qualità nella popolazione

• Scarsa qualità di vita complessiva dei cittadini

Tutti questi aspetti minano lo stato di salute della nostra Nazione, rendendola un “organismo” debole sia fisicamente che mentalmente, spesso prostrato e rassegnato, come atteggiamento, a tutto.

La pandemia non ha fatto altro che esacerbare una situazione generale, per i noti motivi, già grave di suo.

Non ci può essere Sviluppo economico, senza salute, soddisfazione e benessere dei cittadini.

Il Nuovo Stato dovrà tenerne conto di questo “fattore produttivo” fondamentale per il rilancio dell’economia, favorendo un recupero della dimensione spirituale (Visione comune) delle persone e di una prospettiva unitaria e sociale (tensione ideale e valoriale).

Come anticipato prima, un importante fattore limitante lo sviluppo sono stati e lo sono tuttora il sistema scolastico e le Università che vivono praticamente scollegate dalla “vita reale” dei cittadini e delle Imprese. Sono diventate parte integrante dell’apparato burocratico.

Ridotte a poltronifici auto-referenziati dove si vive di rendita, senza rispondere di nulla a nessuno, in cui la Politica piazza i suoi uomini, spesso senza alcun merito professionale. Posti che si trasformano in posizioni di rendita infinite, con un ricambio scarso.

Ogni territorio italiano, con le sue specificità, eccellenze e imprese, dovrebbe trovare naturalmente nelle sue università (pubbliche o private) un punto di riferimento, un vero e proprio un “sistema volano/incubatore” in cui generare continuamente innovazione da trasferire alle imprese, alla società civile e ai cittadini, in termini di:

• Visione strategica

• Scenari

• Tendenze chiave

• Analisi dei bisogni

• Aree di sviluppo

• Sviluppo strategico

• Sviluppo tecnologico

• Nuovi metodi di lavoro

• Nuovi metodi di gestione

• Potenziali Sinergie e Alleanze

In altre parole, le università devono diventare facilitatori, un luogo aperto d’incontro, con spazi dedicati, attrezzati e fruibili (i.e Campus) in cui giovani e imprese si ritrovano per confrontarsi e sviluppare nuove idee, stabilire un dialogo continuo. Dove i giovani in particolare possano dar libero sfogo alla loro creatività e alle loro potenzialità elaborando nuove idee, nuovi approcci, nuove soluzioni, nuovi modi per migliorare le imprese esistenti e far impresa “ex novo” nel territorio di appartenenza o in Italia, mettendo a fattor comune le diverse competenze e capacità derivanti da diversi percorsi di studio ed esperienze maturate.

Generare nuovi business, nuove start up e spin off ad alto valore aggiunto e magari generando proprietà intellettuali ed occupazione giovanile qualificata, ma non solo. Dei veri e propri incubatori di idee e di nuove aziende. Un ciclo virtuoso di R&S in un sistema aperto al mondo, incline al confronto costruttivo continuo, alla sperimentazione, alla collaborazione e al fare insieme cose nuove. Un vero “terreno di cultura fertile” su cui far germogliare nuove opportunità per l’economia.

Per le start up, nei primi 10 anni, detassazione completa, con utili da reinvestire al 100% nell’azienda.

Il sistema paese dovrà mettere a disposizione anche forme di finanziamento tramite bandi aperti che ne favoriscano lo sviluppo e la crescita ma anche supporti qualificati, luoghi e attrezzate utili a far partire e crescere le imprese il più velocemente possibile

A regime questo volano territoriale, attrarrà anche aziende dall’estero alle quali verrà riservato un regime fiscale di favore, se assumeranno personale italiano.

Settori strategici : es. R&S, Filiera della Salute, Filiera delle TLC, Filiera dei trasporti, Filiera delle Acque, Filiera energetica, Filiera del alimentare, ecc.

Per fare questo, servono Università d’Eccellenza. I Rettori devono venire dal mondo dell’impresa privata.

Le università di medicina dovranno, garantendo eccellenza in tutti i suoi settori, contribuire direttamente allo sviluppo del PIL locale e nazionale.

I Sindaci esprimeranno assieme agli imprenditori del territorio e la società civile una valutazione annua dell’impatto generato e della sua qualità, sul PIL del territorio di riferimento.

Il Sistema Sanitario Nazionale e dovrà attuare strategie per garantire il mantenimento di uno standard di salute e la qualità di vita elevati per i cittadini, soprattutto in termini di prevenzione e programmazione, con un FSN pubblico appropriato, in linea almeno con quello dei primi 5 paesi Europei.

Leonardo Guerra
Biologo molecolare, Membro della Commissione Sviluppo di «Insieme ce la faremo»

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